Brand Journalism: tra marketing e informazione

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Il mondo dell’editoria, con l’avvento del web, si è trovato ad affrontare dirompenti cambiamenti che stanno rappresentando talvolta una rovina e talvolta un’opportunità. Ciò che regola l’ago della bilancia è, come sempre, l’approccio che si decide di utilizzare per affrontare il cambiamento e la propensione al volersi innovare di fronte a questo tipo di rivoluzioni.

Se da una parte ci sono le testate giornalistiche tradizionali che stanno cercando di fronteggiare al meglio possibile il Digital World dall’altra ci sono i Brand che da ormai tanti anni vivono questa realtà e che stanno pian piano iniziando a spostarsi verso un marketing che non è più tradizionale ma è sempre più smart e a stretto contatto con il proprio target di riferimento.

Di primo acchito potrebbe sembrare che questi due mondi, entrambi alle prese con la Digital Transformation, siano due pianeti destinati a non toccarsi mai, anche a causa delle loro caratteristiche intrinseche molto diverse tra loro. La verità è che le realtà dei Brand e quelle dell’editoria si stanno fondendo e che, grazie al Brand Journalism, stanno dando una nuova vita al “fare notizia”.

Il binomio Brand e Giornalismo sta diventando quindi sempre più attuale in quanto entrambi hanno trovato un punto di interconnessione: la divulgazione di contenuti.

Ma che cos’è il Brand Journalism?

Il Brand Journalism non è altro che la divulgazione da parte di un brand di contenuti e notizie al pubblico del web. Questa nuova pratica matura con l’avvento dei social network e con i cambiamenti che questi hanno innescato nella routine e nelle abitudini delle persone. I canali social, infatti, hanno mutato notevolmente il modo di reperire le notizie: le fonti di informazioni non sono più quelle tradizionali ma sono tutte queste piattaforme di aggregazione e confronto, e i brand stanno iniziando a sfruttare sempre di più questa opportunità.

L’attenzione è solo sulla Persona.
Questo comporta un fare informazione in maniera più funzionale per il lettore, scritta ad hoc per lui e veicolata nei canali giusti. Ciò che differenzia e crea un vantaggio per il Brand Journalism nei confronti del giornalismo tradizionale è il tono di voce, molto più colloquiale e calibrato su quelle che sono le caratteristiche del lettore.

Vista la somiglianza si potrebbe pensare che il Brand Journalism e Content Marketing siano la stessa pratica di marketing. La verità è che sono due approcci molto diversi.
Al centro del processo di Content Marketing c’è il contenuto stesso e l’elemento che vuole comunicare. Lo scopo del Brand Journalism è invece la veicolazione di un Brand, inteso come vero e proprio percepito. L’attenzione è quindi focalizzata sull’unica P che davvero abbia senso per il Marketing di oggi: la Persona.

In questo ambito, non a caso, entra in gioco il termine Youtility: lo scopo del messaggio veicolato dev’essere aiutare, essere utile al proprio consumatore. La storia va oltre al concetto di messaggio pubblicitario e vuole raccontare un’idea che coinvolga l’utente e lo renda parte integrante della visione che il marchio ha del mondo. In questo passaggio ci sta tutta la differenza tra propaganda e Digital Brand Experience!

the author

Vanessa Pisati

È nata a metà degli anni Novanta. Sì, avete capito bene. Ma se avete qualche dubbio lo ripetiamo scrivendo l’anno in cifre: Vanessa è nata a metà degli anni ’90, esattamente a metà, nel 1995. È una degna rappresentante della cosiddetta Generazione Y, dei Millennials: vuole costantemente sperimentare, approfondire, vivere nuove esperienze e condividerle sul Web. Ha studiato Marketing per l’internazionalizzazione delle imprese in ITS Machina Lonati. È perennemente in viaggio per la Rete sui social e sui blog - soprattutto sui canali gestiti da Branditylab - alla ricerca del post perfetto. Se le alzate l’asticella di un centimetro, lei la supererà di due.

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