Digito ergo sum: l’esistenza nel Digital World

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L’avvento di Internet ha trasformato radicalmente la visione del mondo dell’intera società. La vita, oggi, è diventata un’interdipendenza tra reale e virtuale. L’esistenza tangibile con cui l’uomo ha avuto a che fare sin dagli albori si sta piegando alla potenza di un nuovo mondo parallelo e virtuale: il Web.

Il Web è pura astrazione, è un’entità non tangibile che ha rivoluzionato il modo di vivere dell’umanità e che ne ha anche messo in discussione alcuni aspetti: tra questi, il concetto di identità.

La propria identità è spesso un argomento tabù, che con il Web ha subito un’ulteriore crisi. Vivere a contatto con gli altri è diventato ancora più complesso perché, se già era difficile affermare e comprendere una propria identità nel mondo del tangibile, oggi, con l’impero del web, tutto diventa ancora più sfidante.

Siamo nell’era del Digito ergo sum e il Web, che ha assunto negli anni la forma di un agorà dove conversare, confrontarsi, informarsi ed esprimersi, ne è il tempio.

Le persone vivono ormai due “esistenze”: quella reale e quella nel cyberspazio, e non sempre questi due modi di vivere corrispondono. Siamo nell’era dell’apparire, del mostrarsi in un modo o in un altro, dell’aggregarsi a “cyber gruppi sociali”. Il mondo virtuale è diventato protagonista. Ciò che facciamo e viviamo nella vita reale è spesso in funzione del web e questo è un cambiamento sociale di cui le aziende devono tener conto.
Per le aziende, questo doppio “io” può rappresentare un’opportunità.

Focalizzando sul Web il proprio operato, infatti, con questo nuovo tipo di consumatore si possono trarre vantaggi notevoli. Eliminiamo per un attimo la variabile “esistenza nel reale” e vediamo come il Web ha cambiato i comportamenti delle persone. Se da una parte c’è consapevolezza su Brand, prodotti e servizi, dovuta alla semplicità di reperire informazioni, dall’altra sul Web spesso ad avere la meglio è l’impulsività negli acquisti.

Capita frequentemente che l’utente venga condizionato in un tempo brevissimo da immagini o prototipi in cui si riconosce o in cui si vorrebbe riconoscere e l’acquisto impulsivo a seguito di questa sensazione di mancanza è tante volte immediato.

Il Web infatti permette alle persone di scoprire nuovi “modi di essere” in cui riconoscersi e fornisce alle aziende una serie di cluster molto definiti su cui è possibile fare sponsorizzazioni ad hoc. Prendiamo come esempio le aziende di abbigliamento femminile.

Immaginiamo di essere un Brand di abbigliamento femminile: fornendo alle utenti immagini e prototipi della “ragazza tipo” che veste il nostro Brand, e contestualizzando l’abbigliamento ad attimi di vita e modi di vivere la quotidianità, si innesca un meccanismo di immedesimazione che porta all’interessamento e spesso alla conclusione dell’acquisto.

Questo tipo di comunicazione viene utilizzato ormai da anni dal mondo della moda che, attraverso riviste e spot pubblicitari,  sfrutta il meccanismo di immedesimazione per invogliare all’acquisto.

Ma il digitale ha un vantaggio!

Consente infatti di utilizzare la stessa strategia offrendo all’utente la possibilità di una conversione pressoché immediata.
Se prima tra il momento dell’immedesimazione a quello dell’acquisto vi erano una serie di passaggi che spesso andavano a interferire sulla conversione finale, con il Digitale tutti questi ostacoli vengono eliminati. Questo perchè offre all’utente la possibilità di realizzare immediatamente il sogno di diventare chi vuole, di diventare questo o quel tipo di persona grazie ai prodotti che gli vengono mostrati.

Far parte di un gruppo, far trasparire ciò che vorremmo essere, vivere due vite con mille maschere a disposizione, essere uno, nessuno e centomila è la nuova rivoluzione sociale. E per le aziende che fanno del Web il fulcro del proprio operato, quel “centomila” sono le opportunità.

the author

Vanessa Pisati

È nata a metà degli anni Novanta. Sì, avete capito bene. Ma se avete qualche dubbio lo ripetiamo scrivendo l’anno in cifre: Vanessa è nata a metà degli anni ’90, esattamente a metà, nel 1995. È una degna rappresentante della cosiddetta Generazione Y, dei Millennials: vuole costantemente sperimentare, approfondire, vivere nuove esperienze e condividerle sul Web. Ha studiato Marketing per l’internazionalizzazione delle imprese in ITS Machina Lonati. È perennemente in viaggio per la Rete sui social e sui blog - soprattutto sui canali gestiti da Branditylab - alla ricerca del post perfetto. Se le alzate l’asticella di un centimetro, lei la supererà di due.

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