Instagram: il nuovo Newsfeed fa discutere

Like Don't move Unlike
 
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Viviamo la vita cercando di portare a casa un ricordo da ogni giorno che ci lasciamo alle spalle e, da anni, è la fotografia che ci concede questo grande privilegio. Abbiamo provato tutti il brivido del sorriso che nasce riguardando vecchie fotografie.

Oggi anche la fotografia è diventata 2.0: sempre più digital e, soprattutto, sempre più social. Anche la sua percezione è cambiata: l’importanza dei ricordi è strettamente legata alla persona che li vive, più che al momento immortalato.

Più che l’attimo vissuto, a contare è il come noi lo abbiamo vissuto.

Ed è qui che entra in campo Instagram, la piattaforma social che più di tutte ha risposto a questa esigenza. Su Instagram, infatti, ogni utente utilizza il proprio profilo, che ha tutto l’aspetto di un album fotografico, per condividere con gli altri utenti della piattaforma le proprie immagini, o meglio, la propria vita. Queste immagini sono concettualmente molto legate agli interessi dell’utente, interessi strettamente connessi agli hashtag che vi associa e alle persone delle quali desidera aggiornamenti.

Ma qualcosa sta cambiando...

È recente la decisione del team di Instagram di cambiare il Feed per le visualizzazioni.

I contenuti, infatti, non saranno più visualizzati nella Home in base alla loro cronologia, ma verranno filtrati in relazione agli interessi manifestati dall’utente. Ciò che visualizziamo, quindi, verrà deciso dall’algoritmo in base alle nostre azioni e alle nostre interazioni coi contenuti e gli altri utenti. L’idea di istantaneità, colonna portante del social, lascia quindi spazio alla pertinenza seguendo sempre più la scia di Facebook.

In media, le persone perdono circa il 70% dei post nel loro feed di Instagram. Noi vogliamo essere sicuri che il 30% che vedete sia il miglior 30% possibile.

Ad affermarlo è Kevin Systrom, co-founder e CEO di Instagram.

E la Rete come l'ha presa?

Non molto bene, pare. Questa rivoluzione ha infatti allertato le aziende, che d’ora in avanti - sostengono - saranno costrette a sponsorizzare i contenuti per mantenere alta la propria visibilità.

L'organic reach, a seguito del nuovo algoritmo, diminuirà?

È questa la loro più grande paura, soprattutto delle realtà commerciali più piccole, che hanno inserito Instagram nella loro strategia di comunicazione digitale ma che non possono permettersi una sponsorizzazione continuativa. Se fino a questo momento era sufficiente individuare l’ora più indicata e avere per le mani la foto "giusta" per poter rendere i contenuti visibili, adesso sembra che tutto possa cambiare.

Quanto agli utenti “consumer”, anche questi arricciano il naso di fronte al cambiamento. Stravolgere così un mondo e il suo modo di viverlo lascia sempre perplessi, e gli Instagramers proprio non ci stanno: hanno fatto partire petizioni online per chiedere all’applicazione di invertire la rotta, battuta dal Social Network solo per avere maggior guadagno, dicono.

Ha vinto davvero il Dio Denaro a discapito della User Experience? Come si dice... Ai posteri l'ardua sentenza! Quanto a noi, sull'Organic reach abbiamo le idee molto ma molto chiare.

the author

Vanessa Pisati

È nata a metà degli anni Novanta. Sì, avete capito bene. Ma se avete qualche dubbio lo ripetiamo scrivendo l’anno in cifre: Vanessa è nata a metà degli anni ’90, esattamente a metà, nel 1995. È una degna rappresentante della cosiddetta Generazione Y, dei Millennials: vuole costantemente sperimentare, approfondire, vivere nuove esperienze e condividerle sul Web. Ha studiato Marketing per l’internazionalizzazione delle imprese in ITS Machina Lonati. È perennemente in viaggio per la Rete sui social e sui blog - soprattutto sui canali gestiti da Branditylab - alla ricerca del post perfetto. Se le alzate l’asticella di un centimetro, lei la supererà di due.

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