Instagram Stories: la risposta a Snapchat

Like Don't move Unlike
 
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È sulla bocca di tutti, un po’ perché rappresenta una travolgente “novità” e un po’ perché è stata vittima di accuse di plagio nei confronti del suo rivale Snapchat. Esatto, stiamo parlando di Instagram Stories. Per chi ancora non lo sapesse si tratta di una nuova funzionalità del celebre social network che permette agli utenti di pubblicare contenuti in una “Storia” che, dopo 24 ore, sparirà. Ogni contenuto è totalmente personalizzabile dall'utente grazie a filtri, scritte ed Emoji. Lo scopo di questa nuova funzionalità è quello di spingere gli utenti a condividere più contenuti possibili senza aver paura dell'overposting.

La bufera mediatica sul Web è arrivata in tempi brevissimi: “Grazie, Facebook, ma Snapchat noi ce l’abbiamo già”. Ma nonostante questo fosse il sentito degli utenti la novità si è imposta in maniera dirompente registrando numeri e approvazioni da capogiro. Vediamo insieme il perché!

I motivi del successo risiedono principalmente nella differenziazione del target di riferimento e nell'ideazione di un’interfaccia decisamente più intuitiva rispetto a quella di Snapchat.

Ma andiamo per gradi: il target. È ormai dato per assodato che Snapchat è un social per giovanissimi, sono ben pochi gli over 35 che sono riusciti a destreggiarsi con questo nuovo social network costruito su un’interfaccia grafica basata sugli “swipe” (gli scorrimenti delle pagine grazie al tocco del dito sullo schermo) e un linguaggio decisamente Millennial. Ciò che costituisce il punto di forza di Stories è appunto il riuscire a intercettare tutto quel bacino di utenti già utilizzatori dell’applicazione che non rientrano in quello che è il target di Snapchat. A loro viene data un’opportunità in più di esprimersi che, veicolata nel modo giusto, come è accaduto, ha permesso di registrare il successo.

A rendere ancora più efficace questa nuova feature, in relazione alle conclusioni sul target appena fatte, è stato il come il team di Instagram ha deciso di rendere disponibile questa funzionalità. L’interfaccia grafica, infatti, risulta essere semplice, intuitiva e decisamente accattivante per gli utenti a cui è rivolta.

Creare una propria storia è semplice e veloce. La sezione dedicata a stories è una barra orizzontale scorrevole in testa alla homepage da cui si può accedere alle storie degli utenti che seguiamo o creare la nostra.

Le storie si presentano come slideshow di contenuti che l’utente può personalizzare a suo piacimento, salvare in locale, condividere… insomma, un sacco di novità per gli utenti, che si sono subito cimentati in questo “nuovo” modo di esprimere sé stessi.

All'avanzata di Snapchat Facebook ha dato pan per focaccia, ma la sfida è appena iniziata quindi… #staytuned 😉

the author

Vanessa Pisati

È nata a metà degli anni Novanta. Sì, avete capito bene. Ma se avete qualche dubbio lo ripetiamo scrivendo l’anno in cifre: Vanessa è nata a metà degli anni ’90, esattamente a metà, nel 1995. È una degna rappresentante della cosiddetta Generazione Y, dei Millennials: vuole costantemente sperimentare, approfondire, vivere nuove esperienze e condividerle sul Web. Ha studiato Marketing per l’internazionalizzazione delle imprese in ITS Machina Lonati. È perennemente in viaggio per la Rete sui social e sui blog - soprattutto sui canali gestiti da Branditylab - alla ricerca del post perfetto. Se le alzate l’asticella di un centimetro, lei la supererà di due.

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