Content war: la sfida sul contenuto

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Si parla quotidianamente delle evoluzioni tecnologiche che al giorno d’oggi stanno riempiendo le nostre vite. La tecnologia è parte di noi nelle più svariate forme e, spesso, ne siamo diventati schiavi. L’esempio lampante a cui si può far riferimento è lo Smartphone. Il telefono cellulare è un oggetto di cui si fa fatica a fare a meno: si va alla costante ricerca di quello più veloce, più completo, con la fotocamera più avanzata o con la memoria più capiente e i Big dell’informatica sembrano essere in grado di rispondere sempre meglio alle nostre esigenze ma…

È in corso un’altra evoluzione, sicuramente più silenziosa, ma dirompente almeno quanto quella tecnologica (se non di più!).

I grandi dell’informatica e del Digital World, infatti, stanno combattendo una “Guerra del contenuto”. La content war rappresenta la rivoluzione dell’editoria a cui Big G, Facebook e Apple stanno partecipando. L’obiettivo? Ovviamente aggiudicarsi la vittoria della guerra e la conquista rivoluzionaria di questo nuovo concept del “fare notizia”.

La tecnologia passa in secondo piano, quindi, e lascia spazio alla qualità nell'ambito dei contenuti come killer feature per fidelizzare aziende e, di conseguenza, utenti.

Dopo l’implementazione di Instant Articles da parte di Facebook la corsa ai ripari di Big G e Apple è stata pressoché immediata. Con Google Posts e Apple News, infatti, lo scontro tra titani ha avuto ufficialmente inizio.
Tutti e tre vogliono rispondere ad un’unica esigenza: fornire ai propri utenti la possibilità di accedere ai contenuti nella maniera più rapida ed accattivante possibile.
Ma è solo con un occhio di riguardo per gli utenti che i grandi dell’informatica hanno preso questa direzione? La risposta è chiaramente no. Anche le aziende, infatti, hanno una posizione fondamentale in questa partita e, anzi, ne sono gli attori. La chiamata alle armi è arrivata anche a loro, perché saranno in prima persona le voci a cui gli utenti faranno riferimento.
Nell'epoca del Content Marketing, quindi, i grandi della tecnologia vogliono dare una nuova voce alle aziende che pubblicano contenuti e dare una nuova interfaccia agli utenti che li leggono in modo tale che entrambi rimangano ancorati nelle loro piattaforme.

Essendo questo un movimento rivolto ad utenti ed aziende nella stessa misura (anche se con modalità, scopi e linguaggi diversi) risulta immediato che, per le seconde, ricorrere al content marketing è assolutamente necessario.

Perché? Perché il digitale ha cambiato le regole del gioco. Perché il digitale è un altro pianeta e quindi quì le dinamiche del marketing tradizionale non stanno più in piedi. Perché nel digitale si vive di conversazioni e nelle conversazioni. Perché se con l’offline le aziende parlavano AL consumatore ora si trovano all’improvviso a parlare CON il consumatore. Il dialogo viene stravolto da un’infinità di nuove dinamiche, nuove terminologie, nuovi slang e nuovi canali che è necessario conoscere se si vuole avere un vantaggio competitivo sui propri concorrenti.
“Content is King” e nell’era dell’inbound marketing anche i grandi della tecnologia corrono ai ripari per dare ai propri utenti una user experience unica che vada a filtrare al meglio i loro interessi per proporgli contenuti sempre più pertinenti e mirati. Compito delle aziende? Esserci. Nel modo giusto e nel momento giusto.

the author

Vanessa Pisati

È nata a metà degli anni Novanta. Sì, avete capito bene. Ma se avete qualche dubbio lo ripetiamo scrivendo l’anno in cifre: Vanessa è nata a metà degli anni ’90, esattamente a metà, nel 1995. È una degna rappresentante della cosiddetta Generazione Y, dei Millennials: vuole costantemente sperimentare, approfondire, vivere nuove esperienze e condividerle sul Web. Ha studiato Marketing per l’internazionalizzazione delle imprese in ITS Machina Lonati. È perennemente in viaggio per la Rete sui social e sui blog - soprattutto sui canali gestiti da Branditylab - alla ricerca del post perfetto. Se le alzate l’asticella di un centimetro, lei la supererà di due.

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