Made in Steel 2017: anche l’acciaio può essere social

Like Don't move Unlike
 
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Non è la voce che comanda la Storia: sono le orecchie.

Voglio iniziare così il mio racconto di Made in Steel, con questa frase di Italo Calvino, perché mai come in questi tre giorni di fiera ho avuto modo di toccare con mano e sentire reale una cosa così spesso effimera e impalpabile come le relazioni umane… sui Social Networks. Spendo una sola parola per dire che Made in Steel è la principale Conference & Exhibition (quindi non una fiera come la immaginate) del sud Europa dedicata alla filiera dell’acciaio: business, ma anche relazioni e cultura.

Noi Branditylabber siamo partiti per Made in Steel carichi di voglia di fare e aspettative, felici e curiosi di vedere la finalizzazione di una realtà insieme alla quale abbiamo lavorato con la creazione del sito web e l’implementazione e lo sviluppo di una strategia social.

Se partiamo dal presupposto che, come ricordiamo spesso, il digitale da strumento è diventato a tutti gli effetti un ambiente, diventa subito chiaro che il nostro compito era quello di ESSERE Made in Steel in un posto diverso da quello reale, ma altrettanto vivo e popolato da persone. Siamo stati Made in Steel in un ambiente dove la stretta di mano diventava like, un sorriso diventava reaction, il confronto diventava commento e il conoscersi condivisione.

Ascoltare persone, vivere persone, parlare con persone, conoscere persone, persone, persone, persone… è di questo che si è trattato, in fiera come sui Social Network.

Ma veniamo a noi.

Ladies and Gentlemans, ecco i numeri social di Made in Steel 2017!

Facebook.

Possiamo vedere il social network blu come una piazza di paese, popolata di gente e storie. Abbiamo utilizzato quindi questo social per dare “voce al popolo” condividendo materiali fotografici e video che esprimessero al meglio la quotidianità di Made in Steel.

Numeri alla mano:

Durante i tre giorni di fiera la pagina di Made in Steel ha montato complessivamente 192'737 impressions.

Di queste 6'004 organiche, ovvero derivanti dal fatto che la pagina esiste e pubblica contenuti;

34'989 a pagamento (dirette derivanti di una campagna conclusa il giorno antecedente l’inizio di Made in Steel);

e 151'744 impressions virali, che derivano dal fatto che i contenuti postati fossero di reale interesse per gli utenti a cui erano rivolti e che, quindi, hanno interagito.

In tutto gli utenti raggiunti sono stati 113'725 e, tra reazioni, commenti e condivisioni l’engagement totale ha toccato quota 409.

Linkedin.

Per una fiera così strettamente legata al mondo del business Linkedin, social network per il mondo delle professioni e del lavoro, non poteva assolutamente mancare. Abbiamo utilizzato quindi questo social per veicolare le comunicazioni più ufficiali, “di business”, conferenze in diretta streaming, agende di appuntamenti, articoli…

Anche qui vale la pena porre una prima attenzione sulle 16'922 impressions maturate durante la fiera (+ 144%).

La loro media giornaliera ha superato le 2'000 unità e i contenuti hanno raggiunto quasi 5'000 profili.

Anche tutta la parte riguardante il coinvolgimento degli utenti ci ha dato grandi soddisfazioni: + 196,2% è il numero registrato dall’Engagement totale.

Instagram

Sebbene molti di voi possono pensare che un social network dedicato alla comunicazione visiva (e che quindi si presta alla condivisione di contenuti molto evocativi e di alta qualità) possa essere poco adatto ad una fiera dedicata alla filiera siderurgica, vi assicuriamo che gli utenti di Made in Steel ci hanno dimostrato il contrario.

Instagram è stato utilizzato per raccontare attraverso le immagini la fiera: i follower della pagina hanno visto un aumento del 138,1% e le foto condivise legate agli hashtag ufficiali hanno quasi toccato il doppio zero.

Pensate siano poche? Forse dovreste sapere che le immagini citate sopra hanno fatto aumentare del 252% l’engagement dei contenuti. 🙂

Twitter

Siamo giunti al Social network principe della manifestazione, è stato forse il più importante, perché l’abbiamo utilizzato per effettuare il racconto in diretta live di tutte le conferenze e gli eventi nel momento esatto in cui stavano avendo luogo.
L’enorme potenziale di twitter per questo genere di eventi ha dato i suoi frutti.

Gli account raggiunti durante i giorni di fiera sono stati 169'788.

Le impressions organiche hanno raggiunto 37'806 unità che, grazie all’engagement degli utenti (aumentato del 6184%), ovvero alle loro reazioni sui contenuti, hanno spiccato il volo raggiungendo quota 1'223'940, tradotto: i contenuti sono stati visualizzati da un numero di persone pari a 8 volte i visitatori della fiera.

Tutto ciò assume ancora più valore sapendo che le persone raggiunte erano perfettamente in target con gli interessi dei potenziali utenti della fiera.

Questi numeri non vogliono essere un vanto, ma la prova che quando ci si rende conto che la comunicazione sul digitale ha un modello reticolare e che le persone e le conversazioni devono essere messe al centro della nostra attenzione si può fare qualcosa di veramente grande, tutti insieme, ognuno mettendo del suo perché coinvolto in maniera totale dall’esperienza.

A tal proposito ora è giunto il momento di fare una cosa: spegnere internet. Spengo internet perché è fondamentale sottolineare che, sebbene il digital sia un ambiente a sé stante popolato da persone come quello reale, è sempre e comunque l’esperienza offline a rendere tutto possibile.

Nonostante siano due ambienti distinti  paragonabili a due rette parallele, online e offline viaggiano in totale simbiosi quindi se online è successo tutto ciò è anche grazie al meraviglioso lavoro che abbiamo visto nascere e crescere in sede di fiera.

Organizzazione perfetta, persone felici e sorridenti un po’ ovunque, nuovi spunti e nuove possibilità per tutti.

Il valore tangibile di uno sguardo, un sorriso e una stretta di mano purtroppo sul web è difficile farlo emergere, ma è dagli stessi sorrisi che poi deriva tutto ciò che è digital.

Ciò che ci ha fatto ancora più piacere scoprire è che Made in Steel non è stata solo una fiera meramente dedicata ai rapporti di business, come si potrebbe pensare. Made in Steel è stato molto di più: è stato un punto di incontro e confronto continuo con altre realtà su tematiche sensibili e importanti come il futuro che ci attende. Conferenze, tavole rotonde, dialoghi e prospettive erano all’ordine dell’ora e ciò che rende ancora più onore alla fiera è stata la capacità di coinvolgere tutti i presenti in questo dialogo.

Quella di Made in Steel è stata per noi un’esperienza costruttiva, piacevole, che ci ha messi alla prova dall’inizio alla fine ma non ce ne vogliate se siamo felici del fatto che una piccolissima parte dell’enorme successo che ha avuto è stato anche un po’ grazie a noi.

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the author

Vanessa Pisati

È nata a metà degli anni Novanta. Sì, avete capito bene. Ma se avete qualche dubbio lo ripetiamo scrivendo l’anno in cifre: Vanessa è nata a metà degli anni ’90, esattamente a metà, nel 1995. È una degna rappresentante della cosiddetta Generazione Y, dei Millennials: vuole costantemente sperimentare, approfondire, vivere nuove esperienze e condividerle sul Web. Ha studiato Marketing per l’internazionalizzazione delle imprese in ITS Machina Lonati. È perennemente in viaggio per la Rete sui social e sui blog - soprattutto sui canali gestiti da Branditylab - alla ricerca del post perfetto. Se le alzate l’asticella di un centimetro, lei la supererà di due.

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